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articolo tratto da"DOSSIER SICILIA"POLITICA ECONOMIA MANAGMENTAnno VIII - n°1 - marzo 2012 <><><> S I S T R I
(Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità.La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) - si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall’altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza.L’iniziativa si inserisce così anche nell’ambito dell’azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.
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Catalogo Europeo Rifiuti CER (CODICI CER)
Il nuovo catalogo dei rifiuti è stato introdotto con Decisione comunitaria della Commissione n. 2000/532/CE e via via definito sino ad arrivare alla stesura finale con le modifiche ed integrazioni apportate dalle successive Decisioni della Commissione n. 2001/118/CE e 2001/119/CE e la Decisione del Consiglio n. 2001/573/CE.La novità però non è rappresentata solo dal passaggio da due distinti elenchi rifiuti - quello generale dei rifiuti e quello dei rifiuti pericolosi - ad un unico elenco rifiuti, bensì da una serie di modifiche più sostanziali.Come primo aspetto, con il nuovo catalogo CER vengono introdotti circa 470 nuovi codici rifiuti e vengono soppressi circa 280 codici rifiuti originari. Inoltre tra i 470 nuovi codici, ve ne sono 260 che riguardano rifiuti pericolosi.I codici CER (Catalogo europeo dei rifiuti) in vigore dall'1.1.2002 sono riportati sulla Direttiva del Ministero Ambiente in data 9.4.2002, pubblicata sul supplermento ordinario n. 102 alla Gazzetta Ufficialle n. 108 del 10 maggio 2002 - Serie Generale. Codici CER non pericolosi (catalogo europeo dei rifiuti) di cui alla direttiva del Ministero Ambiente in data 9.4.2002 Codici CER pericolosi (catalogo europeo dei rifiuti) di cui alla direttiva del ministero Ambiente in data 9.4.2002
800 866 158, numero verde contro i crimini ambientali in mare
Riattivato anche quest`anno il numero verde per segnalare abusi di varia natura in mare e sulle coste, che l`anno scorso ha portato alla segnalazione di numerosi casi che hanno poi fatto scattare l`intervento delle autorità. Anche Legambiente si mobilita attivando il numero 340 4399439 attraverso il quale è possibile segnalare situazioni di particolare criticità ambientale con un testo o con un`immagine corredata da una breve descrizione dei luoghi.
<><><> Divieto di commercializzazione delle buste di plastica in vigore dal 1° gennaio 2011
Divieto di commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti, di cui all’ 1, comma 1130 della legge 26 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall'art. 23, comma 21-novies del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.102 sarà in vigore dal 1° gennaio 2011.Resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, purchè la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito.Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con le autorità competenti, effettueranno controlli per verificare il rigoroso rispetto della normativa vigente.
<><><> Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente (numero verde 800-253608)
L'Italia è stata la prima nazione in Europa che ha istituito una forza scelta ed orientata, in via prioritaria, all'applicazione della normativa ambientale. Sulla spinta delle sempre più pressanti problematiche legate alla difesa delle risorse del patrimonio ambientale italiano, nel 1986 venivano istituiti il Ministero dell'Ambiente ed il Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) dei Carabinieri, posto alle dipendenze funzionali dello stesso ministero con compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in materia ambientale. Con la Legge 23 marzo 2001, n° 93, il N.O.E. ha assunto la nuova denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente e la struttura organizzativa del Reparto è stata potenziata e calibrata su base interprovinciale, in modo da garantire una presenza qualificata su tutto il territorio nazionale.
Risorse giuridiche dalla rete sulla tutela dell'ambiente (link)
"1 contro 1" Se acquisti un elettrodomestico nuovo puoi consegnare direttamente al negoziante quello vecchio.
Da sempre, dal punto di vita del cittadino, smaltire correttamente un vecchio elettrodomestico è stato un problema.Oggi i principi fissati dalle direttive europee hanno trovato applicazione in Italia nel D.Lgs n. 151/2005, e nel recente D.M. n. 65/2010.Questo decreto, detto "1 CONTRO 1", a partire dal 18 giugno 2010 consente al cittadino che acquista una nuova apparecchiatura elettrica od ellettronica (AEE) - per esempio un frullatore, un tostapane, un frigorifero, una lavatrice, un televisore, un computer o qualunque altro bene che abbia un circuito elettrico od elettronico - di consegnare al negoziante quella vecchia. Il ritiro del vecchio elettrodomestico o RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), è obbligatorio da parte dei commercianti e gratuito per il cittadino, e potrà avvenire solo se l'apparecchiatura acquistata è della stessa tipologia di quella consegnata.Il predetto decreto dispone l'obbligo d'iscrizione all'albo gestori ambientali, con una procedura semplificata, per chi commercializza AEE, per istallatori e per i centri di assistenza tecnica per potere avere accesso ai Centri di Coordinamento RAEE (CdC).La gestione dei rifiuti raccolti nel CdC RAEE è affidata ad un sistema multi-consortile in cui i sistemi collettivi si occupano del ritiro dei RAEE dai Centri di Raccolta, ne curano il corretto trattamento e l'avvio a recupero. Quest'ultimo avviene a spese del produttore, secondo il principio della responsabilità del produttore in relazione al fine-vita di un bene immesso sul mercato. L'introduzione di questo sistema permette ai cittadini di avere meno problemi nella gestione di un rifiuto ingombrante come un ellettrodomestico, di contribuire all'incremento delle raccolte differenziate e permette, infine, di non disfarsi dei rifiuti in modo non corretto
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